GASPARE OTTO MELCHER

melcher

The Roswell Symbols, 1997, tempera auf leinwand, cm 150x150

Da sempre Gaspare Otto Mercher si è contrapposto con le sue strategie artistiche al mainstream delle tendenze in voga e solo apparentemente innovative, atteggiamento quanto mai raro, sia visto in retrospettiva, che sullo sfondo della mentalità vigente così qualunquista dell’anything goes dell’età postmoderna. Melcher si è espresso ripetutamente in maniera programmatica sull’arte e la sua funzione rilevante nella nostra società. Nel 1978 nel Discorso alle persone assenti ha messo in rilievo, che “il dipinto deve essere concepito in primo luogo come uno strumento del pensiero e della elaborazione della realtà, e solo in seconda battuta come pittura.” Prendendo spunto dai simboli e segni grafici dei popoli antichi, già durante il periodo del soggiorno ad Amsterdam (1971-75) Melcher ha sviluppato un linguaggio espressivo fatto di segni fondamentali, sovrapposti o disposti in strutture orizzontali e verticali (Zehnerserie). Nonostante la presenza sensoriale ed il gesto pittorico propri delle opere, in essenon è in gioco “l’elaborazione della forma delle nostre realtà divergenti; al centro ci sono soprattutto i contenuti di tali realtà”. Melcher ha creato un linguaggio di segni comunicativo, che deve poter “risolvere il caos anarchico delle realtà dalle mille sfaccettature”. Il vocabolario di segni fortemente simbolico - i cosiddetti Ideogrammi - si è dimostrato assolutamente solido ed in grado di sostenere tutta la sua produzione artistica seguente. Impulsi decisivi sono pervenuti a Melcher dal confronto con lo stile narrativo frammentato dell’arte italiana del Trecento e dai fenomeni della cultura popolare dei fumetti, sul cui flusso narrativo l’artista ha dipinto in sovrapposizione i suoi Ideogrammi. Le opere Finestra per Lucifera (1978-1980) mostrano come i mezzi artistici si basino su propositi di contenuto fortemente meditati. Nel 1983 Melcher ha concluso il progetto sul fumetto con la serie di linoleografie Faust Sonder. Con il tempo, la “rete comunicativa” è sempre più caratterizzata da un’impronta figurativa. Con i cicli di opere Teorema e Stephen Gray l’artista ha per così dire raggiunto intorno alla metà degli anni 80 una sintesi pittorica, nella quale il gesto pittorico libero, spontaneo, si è unito inscindibilmente ai segni e alle griglie in una struttura della pittura densa di tensione. L’immenso vocabolario di segni è stato infine riassunto, quasi come una sorta di bilancio finale, nella monumentale acquaforte La forza dell’elevazione (1992-94). A partire dal 1993 la pittura di Melcher si è concentrata su una tematica, da lui descritta con una citazione da Ezra Pound: Duccio came not by usura (Canto XLV), finchè questo ciclo di lavori non ha trovato la sua continuazione coerente nell’attuale confronto con i simboli di Roswell.

Beat Stutzer
Tratto daThe Roswell Symbols - Gaspare O. Melcher, Calven Verlag 1998
Traduzione di Emanuela Belli