RICCARDO GUARNERI


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Il mistero della costruzione
, 2001, olio su tela, cm 77x56

Incanto del segno
Tra segno e spazio si stabilisce una relazione che dipende dalle infinite articolazioni di questa matrice elementare che assume ritmi molteplici, misure e distanze sempre diverse. Sulla superficie gli orientamenti del segno si sfiorano, si toccano si separano, sottomessi alle sorprese della fantasia che diventa la regola di questo irriducibile gioco spaziale (…). Dentro l’esplosione dello spazio si sente la vertigine dell’ignoto, la leggerezza dell’essere e quel senso di vaghezza che porta il pensiero dove vuole (…).
Incanto della luce
Riccardo Guarneri dipinge a metà degli anni sessanta quadri radicali dove la struttura geometrica esprime un progetto mentale che si sviluppa per scarti, tensioni, costruzioni ambivalenti in cui la luce si identifica totalmente con lo spazio. L’unione tra segno e colore determina una texture ricca di effetti cromatici che si rilevano per trasparenze e interazioni. L’utopia dei quadri esprime il valore estatico del colore-luce, mentre il ritmo della mano sostiene in modo inconfondibile la finezza del segno, la leggerezza del tratto, l’impalpabile materia del colore. Tutto ciò rende quasi impercettibile il suo fluire nello sconfinamento della superficie (...).

Claudio Cerritelli
2004, Mantova, Casa del Mantegna.
Il testo è tratto dal contributo di Claudio Cerritelli
per la Mostra “L’incanto della pittura”

Dal catalogo Giovanna Uzzani, Riccardo Guarneri. Contrappunto Luce,
Tagete Edizioni/Studiassociati, Firenze, 2004