WALTER CASCIO


cascio
Installazione, 2006

Nel mio libro Figure astratte, ho citato, in riferimento al lavoro di Walter Cascio, una frase di Edgar Morin, “è disintegrandosi che il cosmo si organizza”. E’ evidente che la citazione ha un nesso pertinente con le installazioni di Cascio, più di quanto non ne abbia con i suoi singoli quadri. Del resto credo siano proprio le installazioni la parte più stimolante del lavoro. Nelle tele vi è sempre una tensione limpida e puntuale, ma il loro coinvolgimento nelle installazioni ne fa scoprire potenzialità inattese.
Spezzando l’isolamento del quadro e la sua unitarietà, disintegrando dunque lo spazio pro tetto dell’opera, Cascio procede a una contaminazione per accostamento di più elementi, con dimensioni e materiali diversi. Sulla parete la frammentazione dell’opera dà origine all’organizzazione di un sistema polifonico dove anche la più piccola delle voci può essere di sostegno all’intera costruzione. È l’artista stesso poi a mostrarci come non vi sia nulla di fisso, tutto può essere rimosso, sostituito, perché è l’andamento combinatorio che si espan de sulla parete a creare quelle cadenze asimmetriche, ma armoniche, che sono caratteristiche di questi lavori. Un’armonicità che nasce dalla perce zione simultanea dei diversi elementi e dalla loro connessione, è il momen to in cui dall’installazione dei singoli pezzi si alza una figura che li comprende e li supera.

Giovanni Maria Accame
Tratto da Giovanni Maria Accame
La Superficie inquieta, Edizioni Aspasia, 2003